1. Come e perché ha iniziato a usare la calcolatrice grafica in classe? 
Ho iniziato a utilizzare la calcolatrice per organizzare attività in classe dopo aver partecipato ad alcuni incontri organizzati da una mia collega la prof.ssa Marilena Bovetti, il cui obiettivo era quello di avviare i ragazzi all’uso autonomo della calcolatrice Casio. Questi incontri mi hanno aiutato a comprendere quanto uno strumento di questo tipo possa rivelarsi utile nell’insegnamento sia della matematica che della fisica.
2. Con quale modalità di lavoro usa la calcolatrice: solo il docente, ogni studente ha la calcolatrice o lavori di gruppo? Come si trova con questa metodologia di lavoro?
La nostra scuola ha deciso di investire sulla calcolatrice Casio per cui ne abbiamo un numero adeguato a poterle fornire ai ragazzi durante le regolari lezioni. Pertanto, le attività organizzate in classe sono tali che ogni studente ha una calcolatrice a disposizione. La modalità in cui le attività si svolgono prevedono sia lavori di gruppo sia lavori individuali. Un tale approccio consente ai ragazzi di mettersi in gioco per risolvere i problemi proposti e di creare un ambiente di apprendimento cooperativo. Ritengo che una metodologia di lavoro di questo tipo sia molto efficace per ogni studente ed in particolare consenta agli studenti BES di apprendere ed applicare i concetti fondamentali della materia in modo più fruibile rispetto ad altri tipi di approccio.
3. Principali criticità riscontrate nell’uso della calcolatrice in classe?
Non ho riscontrato particolari criticità nell’uso della calcolatrice in classe. Se non forse quello legato al fatto che alcuni studenti impiegano un po’ di tempo a capire che lo strumento che utilizzano non è una semplice calcolatrice e che consente di fare molte cose interessanti seguendo però una procedura leggermente differente da quella che usano normalmente con la loro calcolatrice.
4. Principali benefici rilevati negli studenti e nelle lezioni?
Le attività organizzate in classe con la calcolatrice consentono agli studenti di:
• imparare facendo ossia “learning by doing”
• condividere con i compagni i concetti acquisiti o imparare dai compagni come risolvere un problema ossia “cooperative learning”
• mettersi in gioco in prima persona in un contesto meno formale di quello delle usuali attività scolastiche e quindi di essere più partecipe e propositivo
• creare un ambiente di lavoro veramente inclusivo in cui anche i ragazzi che sono in difficoltà nelle usuali attività scolastiche si sentono protagonisti nel percorso di apprendimento
5. Che consiglio darebbe ai docenti che non se la sentono ancora di portare la calcolatrice in classe?
Di provare almeno una volta ad organizzare un’attività per sperimentare in prima persona i benefici che comporta.
6. Quali sono le prossime attività che pensa di realizzare nella scuola/classe?
Le prossime attività che realizzerò saranno legate alle classi che mi saranno assegnate.
In generale penso di ripetere il percorso fatto con la 1BE e di preparare un percorso di avvicinamento all’esame di stato per la seconda prova con le classi quinte (percorso che porto avanti già da due anni).